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7月28日 parto,vado via, addio, ci vedremo tutti all'inferno prima o poiAncora sospesa, non finirà mai questa tortura.
Da un paio di giorni mi sento il pollice addormentato...un nervo..o il tunnel carpale...o una botta...o gli impulsi del cervello o lo stress o la follia..
Magari potesse perdere sensibilità anche la mia mente...per non sentire questo martello che batte da giorni e non mi lascia respirare in pace.
Respiro...respiro...cerco di essere calma, di insipiare ed espiare con regolarità. Strizzo gli occhi con tutta la forza che ho, con violenza e mi fanno malissimo ma è l'unico modo per mantenere le lacrime al loro posto, per non scendere quel gradino, per non perdere ancora quel tantino di orgoglio che mi è rimasto. O forse non ne è rimasto.. non so..
quello che vedo in questi giorni ha lo stesso colore del catrame. quello che vivo io in questi giorni ha lo stesso suono di quando il guscio della noce è rotto dallo schiccianoci. L'odore è quello stantio, carico di disinfettante, alcol e malattia, l'odore che rievoca dolore, sofferenza, che affanna, che ti fa perdere l'aria.
Ogni tanto, di notte, uno scatto, respira? si si, respira.
un'occhiata fuori dalla finestra, il cielo nero, nero proprio come me, come il vuoto che ho dentro, lasciato sia da lei che da lui.
Il vuoto...ogni tanto mi viene voglia di galleggiare come gli astronauti nel vuoto, librare, scendere in picchiata, poi risalire, e comunque vada non fermarmi.
Io invece mi sono fermata e ormai...sono spacciata mi sono fermata ad un incrocio, mi sono lasciata andare a terra.
Ho perso la mia migliore occasione con te, mi rodo per questo. sarebbe stato bello avere un pizzico di coraggio in più, invece l'ho sciupato tutto inutilmente e, ora che me ne servirebbe dell'altro per lei e non per te, sono arida.
Sono arida, come la spiaggia dove andavo a pensare, come la spiaggia dove imprimevo immagini che non riesco più a cancellare. Sono asciutta, la mia facciata, la mia odiata e pur sempre utile facciata si sta sgretolando per colpa tua. Io ce l'avrei fatta a fare tutto, a ostinarmi a guardare avanti se non fosse stato per colpa tua, maledizione.
Quando si hanno troppi pensieri in testa alla fine si finisce con il pensare a tutto e a niente. Io, per esempio, in questo momento sto divagando tra i pensieri che appartengono alle persone che più mi fanno soffrire in questo momento.
E' un ping pong...mi vengono in testa decine di odori e rumori.
Ad esempio, se penso a lei mi viene in mente l'odore di ospedale, i brividi di quando si infila un ago nella pelle, il colore violaceo del livido, il rumore soffocato delle ciabatte e parole dette bisbigliando. Mi viene in mente l'odore caldo del dolore misto a quello di sangue rosso, quello spezzato della paura.
Se penso a lui sento il rumore dei pensieri, ali che sbattono tra di loro nella sua testa, sento il suono del silenzio che ha regnato, ahimè, sovrano indiscusso, sento l'odore dell'incomprensione e soprattutto dell'imbarazzo.
Sono ancora in bilico. Odio essere in bilico. E' tutto da stabilire. Restano solo le parole vuote.
Sono stufa di camminare su questa linea, di stare tra il caldo e il freddo, il bianco e il nero , sempre sul filo, in mezzo, senza mai decidere, senza mai arrischiarmi.
La cosa piu difficile è restare sempre allegri, brillanti, ottimisti...
...dare fiducia, ispirare sicurezza, non cedere mai, non farti scoprire triste, o fragile, o insicura... decidere, decidere sempre, per me e per gli altri... salvare, salvarti, e non permettere mai che siano gli altri a salvarti... salvarti da cosa? da chi? non so nemmeno io da cosa ma so che sono brava a salvare. sarà il mio lavoro. insegnare, insegnare qualcosa chesuilibrinonc'è... e quando hai il vuoto dentro, quel qualcosa dove lo vai a prendere? la sera, la sera tutto ritorna dentro. esco e vado a gridare in qualche posto sperduto... Il trucco però una volta Zabbio me lo aveva insegnato, è azzerare tutto, ricominciare per un attimo da zero: respirare.
Voglio solo un po' di pace, non chiedo molto. Invece ormai sono zuppa nel fango di una trincea.
Parto, vado via, addio, ci vedremo tutti all'inferno prima o poi... oppure semplicemente a settembre... ...perché, bene o male, storto o dritto, rimango sempre io., e tutti da te si aspettano qualcosa che, forse, neanche sei capace di trasmettere. vado.
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